Alcune gite

24/02/2017 TRAVERSATA ROCCA JAREA – ALE LUNGHE

In questo inverno per me così povero di possibilità per via di problemi alla spalla, ho necessariamente e fortunatamente riscoperto un altro alpinismo, dove estetica del percorso ed esplorazione ne costituiscono i cardini. Di questo ne troverete, forse, qualcosa sul prossimo giornalino!

Veniamo alla gita: premetto essere un itinerario veramente “diverso”, in ambiente poco frequentato e selvaggio. La roccia è mediocre ed in ogni caso per percorrerlo integralmente serve buona conoscenza delle proprie capacità tecnico – fisiche in quanto è un percorso lungo dove la ritira immediata non è sempre possibile.

ITINERARIO
Seguire il sentiero per il rif. Bagnour. Al bivio per Pion Meyer svoltare a sinistra, seguire il sentiero per qualche centinaio di metri e poi inoltrarsi “a naso” nel bosco dell’Alevè. Seguire indicativamente il dosso che porta alla q. 2373 da dove l’itinerario è evidente. Se da questo punto sino alla cima di rocca Jarea si segue fedelmente lo spigolo di cresta ne risulta un itinerario aereo e non banale, soprattutto se affrontato in inverno (passi di III in salita e discesa per scavalcare i vari torrioni). Dalla cima di Rocca Jarea scendere facilmente al P.so del Ranco.
Da qui seguire fedelmente la cresta di costa Ale lunghe. E’ la parte più “rocciosa” dell’itinerario che si svolge su 3 torrioni con passi sino al IV+. Per la relazione completa di questa seconda parte vedere Gulliver (traversata Integrale OSO-ENE di Costa ale lunghe), necessaria attrezzatura per doppie!. Dalla depressione si segue poi il vallone dei Duc e si rientra al rif. Bagnour.

IMPRESSIONI
Bellissimo itinerario, impegnativo e suggestivo. Le condizioni attuali sono buone: attenzione solo alle numerose cornici da vento presente nella traversata di rocca Jarea.
Oggi temperature alte e vento “patagonico”. In generale poca neve sul perscorso. Il tratto più insidioso per pericolo valanghe è il pendio seguente alla elevazione 2373, consigliato quindi affrontare questa primissima parte di percorso molto presto.

DIFFICOLTA

AD+ (pass.IV+)
Dislivello positivo: 1400 circa e gran sviluppo!

 

8/01/2017 Cresta Dumontel – M.te Orsiera p.ta Nord 2890 mt AD, 1000 mt da Prà Catinat

Partiti con l’idea di fare “qualcosa”, abbiamo infine puntato ad una invernale di questa bella cresta.
Per relazione tecnica e percorso rimandiamo ai molti siti internet. Al momento l’accesso al rifugio è tranquillo e senza pericolo (ghiaccio sulla strada, utili soprattutto in discesa, ramponi). Al momento la neve per raggiungere l’attacco è quasi tutta portante eccetto brevi tratti (siamo saliti dal rifugio già ramponi ai piedi). Neve sostanzialmente stabile eccetto alcune placche da vento nella parte mediana del percorso (dalla Bergeria Ciardonnet a sopra il Lago).
Attenzione a future nevicate soprattutto se consistenti.
La cresta si presenta pulita e ben percorribile (freddo a parte) e le condizioni invernali gettano una luce ancor più selvaggia su questo itinerario.
Purtroppo al penultimo torrione siamo stati costretti ad una ritirata in doppia su versante Est (non consigliabile se non in casi eccezionali per via della grande quantità di detrito presente e le scarse possibilità di attrezzare ulteriori doppie, due mezze necessarie).
Allocco Fabio, Redana Stefano, Redana Matteo

In vista della Berg. CiardonnetStefano e Fabio in cresta
Sui torrioni finali

 

5 giugno 2016 IL PESCE D’APRILE

Storica ed importante via sulla Torre di Aimonin, Valle dell’Orco.

Domenica 5 giugno, meteo incerto. Ci avviciniamo alla parete già pensando di dover ripiegare su qualche falesia causa roccia bagnata… invece le condizioni sono perfette.

Ma il cielo incerto ci fa optare per una via più “tranquilla”, così il pesce d’aprile fa al coso nostro.

Come sempre rimando a relazioni già esitenti (a centinaia) su internet.
Solo qualche precisazione:
• Le soste sono tutte presenti a spit.
• Non abbiamo trovato l’ultima sosta, così abbiamo fatto la prima calata in doppia su albero, seconda e treza su soste a spit+catena; la terza calata (che corrisponde alla fine del terzo tiro) farla sulla verticale, con corda da 60 mt si arriva alla base della Torre!
• La via emana fascino!!! Sforzatevi a ripeterla senza utilizzare i vari spit presenti, si protegge molto bene usando i chiodi già in posto più nut e friends!

LA STORIA
Prima di salirla è bello raccontare qualcosa sull’apertura della via.
Senza addentrarci in prolisse spiegazioni sul particolare momento storico- lpinistico di quel periodo (dico solo Nuovo Mattino…), ecco qualcosa di interessante:
durante la salita d’apertura la cordata Kosterlitz-Motti, raggiunge il fantastico diedro del quarto tiro. A seguire i due c’è la cordata guidata da Ugo Manera -Pan e Pera- che raggiunto il diedro ne inizia la salita.
Manera non si capacita di come la cordata che lo precedeva sia salita per quel diedro… senza mettere un solo chiodo!
Manera, accompagnato da una buna dose di sentimenti che variavano dalla rabbia allo stupore, raggiunge con numeri circensi la sosta dove lo aspettano Kosterlitz e Motti. Si narra che in quel momento i due gli facciano pendre sotto il naso niente meno che dei NUT!
All’epoca sconosciuti in Italia, erano in Inghilterra, patria di K., già utilizzati. Parliamo esattamente del 31\03\1973.

Con un giorno d’anticipo è stato giocato un bel PESCE D’APRILE!

Matteo e Stefano Redana

23\05\2016

TRAVERSATA INTEGRALE DEL GRUPPO CASTELLO PROVENZALE DA SUD A NORD

di Matteo Redana

Come spesso accade ho ereditato l’idea da Gulliver, a cui rimando per specifiche sull’itinerario.
Riassumendo: magnifica cavalcata seguendo sempre il filo di cresta partendo dalla salita di Rocca Provenzale, traversata sotto Punta Figari, salita per lo spigolo Castiglioni alla torre Castello e poi a rocca Castello. Fatte 4 doppie (1 dalla croce di R. Provenzale una tra torre castello e rocca castello, due sulla Sigismondi). Difficoltà D.

IDEE… nella salita a Rocca Provenzale tenere il più possibile il filo di cresta senza seguire pedestremente i bolli rossi della normale, ne risulta un itinerario di poco più impegnativo, ma molto più aereo.
NON fate l’errore di passare sotto i torrioni di punta Figari per velocizzare: PASSATECI SOPRA! (Cresta sprotetta, ma fantastica)

OGGI COM’ERA… giornata patagonica! Vento forte e neve che grattava il viso! Peccato per la mia dimenticanza: ero senza macchina fotografica. La primavera che è sbocciata nella settimana scorsa (tra l’altro bellissime fioriture di gen. Tulipa) ed ora è stata bloccata da una bella gelata… scenario incredibile.

Itinerario da non perdere!

NEVE VISTA MARE
di Matteo Redana

Il progetto è affascinate: iniziare a crescere come alpinisti.

Così con questo obiettivo un gruppo di ragazzi dell’AG, quelli più grandi, hanno intrapreso con i loro istruttori una prima uscita su terreno alpinistico: la parete N del monte Antonoro, in Valdinferno, presso Garessio.

Partenza dal cielo sereno, ma da subito si capisce che la nebbia la farà da pardona.
Dopo un rapido avvicinamento l’attenzione si concentra subito sulla preparazione delle cordate: l’ attenzione ai particolari e alle tecniche di progressione in conserva son argomento di approfondimento proprio nella bella conca niviale ai piedi della parete.
Le condioni meteo, dopo un breve miglioramento, tornano ad essere non ottimali ed una fitta nebbia nasconde il nostro itinerario di salita.
La decisione è presa: le cordate partiranno almeno per affrontare il bel pendio iniziale, tanto per prendere dimestichezza con la conserva e poi si vedrà…
Il ritmo (allenamento o adrenalina?) sorprende quasi gli istruttori…
Giunti al “punto di non ritono” (un traveso esposto seguito da un tratto delicato su roccette che immette nel canale alto), la voglia di salire è tanta!
Così: il meteo tiene, il fisico pure e allora si continua.
Questo breve tratto del percorso viene affrontato in conserva media con punti intermedi di assicurazione… una bella esperienza tecnica e psicologica per tutti!
La parte finale cala di difficoltà e così ci si ricongiunge al colletto d’uscita sotto la punta. Inizia a piovviginare.
La vetta, pur non avendoci regalato la sua famosa “vista mare”, con una sferzata di vento illumina per un attimo la valle sottostante; è qunto basta per emozionarci.
E poi, si sa, ora lo spirito è tutto teso al raggiungimento del prossimo obiettivo: il pranzo!

E’ stato questo il primo atto, seppur semplice, di un processo che dobbiamo sempre cercare di accompagnare, come istruttori, ragazzi e accompagnatori: avvicinarci con rispetto, umiltà e forza alla montagna. Imparare, insieme alla tecnica, alla componente fisica, alla sicurezza, a godere della pace e della libertà che la montagna sa far nascere dentro di noi.
Non importa che cosa abbiamo realizzato: un trekking, una scalata, una gita sugli sci.
E’ importante lo spirito con cui lo affrontiamo, senza scorciatoie, mezze misure, ma al massimo di noi stessi.
In questa giornata abbiamo visto tutto questo.
INFO TECNICHE
Partenza: Valdinferno, Garessio (CN)
Attacco: seguire il sentiero per la Colla Bassa (variante diretta). Prima del colle la via parte sull’ultimo conoide a sinistra.
Itinerario: Seguire il conoide nevoso sino ad una primo restringimento roccioso. Imboccare il canalino a destra (chiodo) sino ad una selletta. Traversarla e continuare il travesro a destra (chidi) sino all’imbocco di un tratto ripido (roccette o neve ). Superarlo e continurare nel canale soprastante (45°) sino ad uscire sul colletto sotto la cima (attenzione alle cornici nevose)
Discesa: via normale per la cima (NO) che riporta alla Colla Bassa, da li per l’it. di avvicinamento.
Difficoltà: AD-
Dislivello: 950 mt
Periodo: marzo-aprile
Attenzione: verificare bene lo stato di assestamento del manto nevoso, presenza di cornici da vento. La prate prende sole nella prima parte della giornata.

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